Oltre il lavoro
Passioni
Quello che faccio quando non lavoro — e che spesso, in modi inattesi, alimenta quello che faccio quando lavoro.
Otto cose che mi tengono in equilibrio: la moto, la batteria, la scrittura, la fotografia, l’elettronica, gli anime, le action figure, i videogiochi di trent’anni fa.
Non sono tutte uguali, non le pratico tutte con la stessa intensità, ma ciascuna mi insegna qualcosa che torna utile nel resto della vita.
Dopo il silenzio, ciò che meglio descrive l’inesprimibile è la musica.
Aldous Huxley

01 — Adventure Touring
In moto sulle Alpi piemontesi
Yamaha Super Ténéré per i viaggi lunghi, Fantic per quando lo sterrato comincia davvero.
Attraverso colli, valli e passi del Piemonte, perché ogni curva ti obbliga a essere presente — niente notifiche, niente riunioni, solo strada, peso, equilibrio.
La moto è l’unico posto dove la testa smette di lavorare in background.
02 — Prog Drummer
Rock, Metal e tempi dispari
Suono batteria in una band. Rock, metal, progressive, crossover.
Strutture intricate, tempi che non tornano, sezioni che cambiano peso.
La batteria mi ha insegnato che la tecnica senza presenza non basta, e che dietro a un assolo apparentemente impossibile c’è sempre una persona che ha sbagliato qualche migliaio di volte prima.
Registro su REAPER quando voglio capire cosa sto davvero facendo.
03 — Scrittura
Scrivere per capire
Scrivo sul blog — di knowledge management, di manifatturiero italiano, di AI per le PMI — ma anche di moto, di musica, di quello che mi capita.
Scrivere mi serve a mettere ordine nei pensieri: se non riesco a spiegarla per iscritto, vuol dire che non l’ho capita.
È il modo più onesto che conosco di pensare lentamente.
04 — Amateur Photographer
Street, ritratto e — ora — droni
Fotografare è l’altra forma di scrittura: scegli cosa includere e cosa lasciare fuori.
Mi sono formato sulla street e sul ritratto, dove conta l’attimo e il rispetto della scena.
Adesso sto esplorando le riprese con drone durante i viaggi in moto, perché alcuni paesaggi del Piemonte si capiscono solo dall’alto.
05 — Technology Geek
Circuiti, codice, esperimenti
Da piccolo smontavo.
Da adulto continuo a smontare, ma adesso aggiungo righe di codice, configuro server, costruisco automazioni n8n self-hosted, sperimento con LLM.
È lo stesso impulso del bambino davanti al BASIC degli anni ’80: vedere cosa succede se cambi questo pezzo.
Metà del mio lavoro nasce da questa testardaggine.
06 — Anime & Manga
Goldrake mi ha cresciuto
Sono cresciuto con Goldrake, e da lì non ho più smesso.
Anime e manga giapponesi sono per me la forma di racconto più ricca e seria che conosca: si parla di onore, di sconfitta, di amicizia, di identità, di sistemi complessi che si rompono.
Le storie migliori mi tornano in mente in momenti improbabili, di solito quando devo prendere una decisione difficile.
07 — Action Figure
Collezionare significa scegliere
Le action figure giapponesi sono micro-sculture: espressioni, accessori, pose, sfumature di colore.
Collezionarle non è accumulare, è il contrario: è selezionare con disciplina, perché ogni pezzo deve avere senso accanto agli altri.
Quando lavoro su una knowledge base con un cliente, ritrovo lo stesso esercizio: cosa tenere, cosa lasciare, cosa mettere in evidenza.
08 — Retro Gamer
8-bit, 16-bit, e poche scuse
Quando ero ragazzino i videogiochi erano spietati: o imparavi davvero, o non andavi avanti.
Niente checkpoint generosi, niente tutorial. Torno spesso ai titoli di trent’anni fa perché mi ricordano una cosa che oggi tendiamo a dimenticare: la fatica di capire è parte del piacere.
Conservo console e uso gli emulatori dei vecchi computer come si conservano libri — e ogni tanto ci si torna sopra.
Se hai letto fino a qui, grazie. Se hai voglia di scrivermi due righe — di moto, di knowledge management, o di qualunque altra cosa — mi trovi a davide@davidebin.org.






